L’algoritmo di Google è in costante evoluzione per offrire i migliori risultati all’utente e contrastare i tentativi di manipolazione delle serp con tecniche ritenute scorrette. Abbiamo già visto lo storico degli update del motore di ricerca. Vediamo ora come individuare e risolvere una penalizzazione.

Penalizzazioni Google: le distinzioni

Come prima cosa è importante evidenziare le distinzioni tra penalizzazioni manuali e algoritmiche:

  1. Penalizzazioni manuali – Colpiscono un sito o determinate pagine e sono applicate direttamente dal team Google. Per questa tipologia di penalizzazione comparirà un messaggio sulla Google Search Console, nella sezione Azioni manuali, contenente il motivo della stessa.
  2. Penalizzazioni algoritmiche – L’algoritmo è progettato e aggiornato per intercettare i siti e le pagine web che non rispettano le linee guida (non operano secondo gli standard di qualità e applicano tecniche non gradite al motore di ricerca). In questo caso le penalizzazioni non vengono comunicate e nella maggior parte dei casi diventa complicato risalire alla causa effettiva.

In secondo luogo, Google utilizza tre tipologie di penalizzazioni:

  1. Ban – Quando le violazioni o le tecniche utilizzate sono ritenute molto gravi, il sito o la pagina vengono eliminati dalle serp e dunque non saranno più visibili sul motore di ricerca.
  2. Declassamento – Penalizzazione definitiva o temporanea che provoca un calo o un crollo dei posizionamenti. Il sito continuerà ad essere indicizzato, ma perderà traffico e visibilità.
  3. Filtri – Eliminazione delle pagine di bassa qualità, poco utili o poco originali.

Black Seo, penalizazioni google

Penalizzazioni Google: cosa non fare

Ecco le tecniche da evitare per non incappare in una penalizzazione di Google:

Link spam – Sappiamo che il profilo dei link in entrata favorisce un miglior posizionamento. È bene evitare la costruzione artificiale della link popularity con tecniche di link spam o PBN. L’aggiornamento Penguin, oggi integrato nel core algorithm, penalizza i siti che utilizzano pratiche scorrette di link building. Il profilo dei backlink dovrà apparire come il più “naturale” possibile.

Dominio Ombra – Evitate lo Shadow Domain, ovvero un sito web costruito appositamente per gli spider dei motori di ricerca, dai contenuti sovra-ottimizzati con l’unico scopo di ottenere il miglior posizionamento per dirottare traffico su un altro sito web. È una delle tecniche maggiormente penalizzato e che può portare all’esclusione dall’indice.

Keyword Stuffing – L’eccessiva ripetizione delle parole chiave all’interno del sito, ampiamente utilizzata nei primi anni del 2000, è ad oggi una delle prime tecniche bandite dal motore.

Testo nascosto – Il colore del testo in bianco, o nascosto per nascondere keyword competitive e testo sovra-ottimizzato. Da evitare assolutamente.

Contenuti di bassa qualità o duplicati – La parola d’ordine è qualità. Per questo sono da evitare pagine e siti con eccessiva pubblicità, abuso di link di affiliazione, contenuti scarni o duplicati, contenuti che spingono l’utente all’abbandono e incidono sulla frequenza di rimbalzo.

Fake News e Bufale – Google è in prima linea nella lotta alle fake news, bufale e contenuti poco attendibili. Sono dunque da evitare contenuti inesatti e costruiti unicamente per la monetizzazione, teorie di cospirazione o fake news, notizie scientifiche di scarsa attendibilità, contenuti che promuovono odio o violenza

Siti web penalizzati

Penalizzazioni Google: cosa fare

Per capire come muoversi per creare contenuti graditi al motore di ricerca, consigliamo la lettura delle linee guida redatte da Google e destinate ai quality raters, dove viene più volte rimarcata l’importanza dell’autorevolezza e dell’affidabilità di un sito web.

I raters sono chiamati ad analizzare i siti web tenendo conto di recensioni, citazioni, articoli, riconoscimenti su un determinato sito. La reputazione di un sito web verrebbe dunque valutata anche in base alle opinioni, insieme a menzioni o link, post e articoli, discussioni sui forum.

Diventa fondamentale la presenza di informazioni su chi gestisce un determinato sito web, soprattutto per siti che muovono denaro. Ogni autore dovrebbe essere identificato e avere una sua bio. I contenuti legati alla salute dovrebbero essere redatti da autori con competenze specifiche, attivi professionalmente. Così come i contenuti a tema scientifico, legale o rientranti nel concetto di your money your life.

Il tuo Sito Web è penalizzato da Google? Ecco come scoprirlo

In caso di penalizzazione manuale, dobbiamo rispondere al messaggio nella Search Console di Google con la risoluzione delle cause che hanno portato al declassamento. In caso di penalizzazione da algoritmo, invece, è necessario individuare le cause. Generalmente il segnala d’allarme è lanciato dal calo vistoso delle visite al sito web o un crollo dei posizionamenti di pagine che convogliavano una buona fetta di traffico. Esistono diversi Tool che possiamo utilizzare per rintracciare il problema:

Screaming Frog – Il tool simula il comportamento degli spider del motore di ricerca e ci di effettuare un’analisi approfondita da cui partire per la ricerca delle cause.

Majestic – Ci permette di effettuare un’analisi dettagliata dei link in entrata e del loro valore. Acquisisce importanza se si sospetta una penalizzazione relativa ai backlinks.

SeoZoom e SemRush – I Tool offrono l’analisi completa di un sito web, evidenziando le perdite di traffico e di posizionamenti. Entrambi, inoltre, monitorano e offrono una panoramica sui movimenti nelle serp italiane: possono essere utilizzati per verificare una condizione generalizzata come l’aggiornamento dell’algoritmo.

Siteliner – Un tool gratuito che ti consente di verificare la duplicazione dei tuoi contenuti.

Google Search Console – Il primo strumento da prendere in considerazione per rilevare eventuali criticità ed errori.

IL TUO SITO WEB È STATO PENALIZZATO? HAI BISOGNO DI UN’ANALISI PROFESSIONALE?